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Chi è Clovis

Foto
GANVIE (BENIN),
"LA VENEZIA D'AFRICA"

Lo sapevate che: all'inizio del XVII° secolo, in Africa, fu fondato un villaggio di palafitte realizzato col bambù e col legno delle foreste? Questo piccolo mondo a parte, che consta di circa 30 mila abitanti e 3 mila case immerse nell'acqua, come a Venezia, ha un mercato che si svolge ancora oggi sulle piroghe.



Il mediatore culturale Clovis Nzouakeu nasce negli altopiani occidentali del Camerun, nazione di 475 mila kmq, cioè grande una volta e mezza circa l’Italia.
Questo meraviglioso paese si configura come uno spaccato dell’Africa: 240 etnie – da quelle arabizzanti dell’estremo nord (
i matakam) alle tribù della foresta equatoriale (i pigmei) – originano in una mescolanza di lingue, una cultura, un modo di vivere e di lavorare, un folklore che costituiscono un microcosmo etnologico, raccolto in un fazzoletto di terra.

E’ originario del gruppo etnico
bamiléké e la sua terra è prevalentemente rurale con un’ottantina di unità politiche governate da “Chefferies” (Capi villaggi) indipendenti.
All’interno di ogni
chefferie vi sono numerose società segrete responsabili della salvaguardia dei riti segreti.

Trascorre l’adolescenza al villaggio vicino alla nonna materna che lo segue e l’accompagna nel suo percorso di iniziazione (
scuola tradizionale africana), un’esperienza che lo segna per sempre.
Dalla foresta si trasferisce a Roma nel 1984 dove frequenta il corso di laurea in Architettura e partecipa come segretario alla associazione degli studenti camerunensi in Italia.
In seguito collabora con molte associazioni tra cui: Kel’Lam, Il Movimento degli Africani, Baobab, Minga Africa ed altre realtà che si impegnano nel promuovere percorsi per l’integrazione e l’assistenza informativa e formativa degli immigrati e non.
In questi anni ha lavorato in collaborazione con le amministrazioni pubbliche (comuni) nella Regione Lazio e in altre Regioni d’Italia per promuovere l’intercultura attraverso una serie di attività (centri estivi per il mantenimento delle culture di origine, il Punto verde interculturale, manifestazioni pubbliche, mediazione linguistica, etc.) volte a favorire la conoscenza e l’incontro delle diversità che caratterizzano la società attuale.

Uno dei suoi obiettivi, dal punto di vista formativo, è la ricerca di un equilibrio che valorizzi entrambe le culture (italiana e africana) che entrano in gioco e che all’inizio sembrano molto lontane fra loro; ed è sicuro che questo possa rappresentare per i bambini, per i ragazzi e per gli adulti una strada interculturale per scoprire le proprie aree di forza.

Attraverso i suoi percorsi di educazione ed animazione interculturale riesce a trascinare tutti (bambini, genitori, bidelli, nonne, ecc…) proponendo sempre alcune tematiche di tipo cognitivo (l’origine, la lingua…), ma anche attività coinvolgenti in ambito musicale e motorio: danze e canti.
Così facendo riesce a portare gli alunni e gli insegnanti ad apprendere nuovi usi e costumi, a conoscere nuovi mondi e modi di espressione ed a farli sentire arricchiti di nuove esperienze.

Infine il mediatore culturale
Clovis cerca di aiutare, da una parte gli italiani a non percepire il diverso (portatore di handicap, extracomunitario, ecc…) come una minaccia alla propria stabilità, e dall’altra parte, gli immigrati a non considerare come integrazione l’alienazione culturale o l’assimilazione.


Il Mediatore Clovis

Prigione

<<Vivere una sola vita,
in una sola città,
in un solo paese,
in un solo universo,
Vivere in un solo mondo
è prigione…>>

"NHINDO NERO" di NDJOCK NGANA ( poeta camerunense)

Foto
GANVIE (BENIN),
"LA VENEZIA D'AFRICA"

Mercato sull'acqua

Foto
GANVIE (BENIN),
"LA VENEZIA D'AFRICA"
Ambulatorio sull'acqua

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